Usare un DAE

DEFIBRILLAZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO

In Italia le malattie cardiovascolari sono la causa di oltre il 41% dei decessi mentre le morti cardiache improvvise, in cui il decesso avviene entro un’ora dall’insorgenza dei sintomi, colpiscono ogni anno oltre 60.000 italiani.

I fattori che incidono positivamente sulle probabilità di sopravvivenza delle vittime sono strettamente dipendenti dalla precocità di intervento, dal ritmo sottostante e dal successivo trattamento. Si sottolinea come un inizio precoce delle manovre di rianimazione sia una condizione necessaria per salvare la vita di una persona.

Cos’è il defibrillatore semiautomatico? A cosa serve? Quando si usa? Chi lo può utilizzare?
Quante sono le persone ogni anno colpite da arresto cardiaco improvviso?
Di seguito potete leggere alcune informazioni (F.A.Q.) al riguardo

Un DAE è una macchina di piccole dimensioni che contiene al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare le alterazioni dell’attività elettrica del cuore ed erogare una scarica elettrica quando necessario.
È composto da una corpo centrale, il cervello dell’apparato, in grado di analizzare i dati trasmessi grazie alle piastre e fornire indicazioni vocali all’utente che lo sta utilizzando in merito alle procedure da mettere in atto.

Quando il DAE, dopo esser stato applicato alla vittima in arresto cardiaco, riconosce una fibrillazione ventricolare, che è un’aritmia maligna del cuore, eroga una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. In caso di emergenza il soccorritore applicherà le piastre al torace della vittima: il defibrillatore a questo punto effettua un’analisi del ritmo cardiaco e consiglia al soccorritore, tramite una voce guida elettronica, come proseguire.

5 fasi essenziali da seguire quando si utilizza un DAE:

  • Accendere il dispositivo;
  • Collegare i cavi delle piastre al defibrillatore;
  • Attaccare le piastre adesive sul torace del paziente;
  • Consentire l’analisi del ritmo;
  • Premere il pulsante shock se espressamente indicato dalla macchina.

Nel caso di arresto cardiaco improvviso non esiste un trattamento che possa agire direttamente sulla fibrillazione ventricolare, che è una anomalia elettrica del cuore, se non l’erogazione di corrente elettrica da parte del defibrillatore. Il massaggio cardiaco svolge una funzione di supporto alla circolazione ma non interrompe la fibrillazione.

I DAE sono semplici da utilizzare in quanto è la macchina stessa che, attraverso una voce elettronica, guida passo per passo l’operatore. Il DAE stabilisce se è necessario erogare la scarica elettrica e suggerisce con messaggi vocali le successive modalità di intervento sulla vittima.

È sempre importante ricordare come la sola defibrillazione possa avere un’efficacia limitata: è importante che venga associata anche ad un corretto massaggio cardiaco.

Secondo la normativa vigente, la principale condizione nell’utilizzo del DAE è il superamento di un breve corso di qualificazione che insegna le modalità di utilizzo dell’apparecchio. Al termine del corso, superata una prova, viene rilasciato un certificato ai sensi delle normative nazionali e regionali vigenti, anche se seguendo le istruzioni vocali e le eventuali indicazioni di un operatore del 118 è possibile l’utilizzo del DAE anche da parte di chi non ha seguito un corso.

La legge 3 aprile 2001 nr. 120 art. 1 conferma che “E’ consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare”. Dal punto di vista legale non vi è responsabilità nell’utilizzo, la stessa ricade sul costruttore dell’apparecchiatura. In termini di età non esiste alcuna limitazione ovvero non occorre essere maggiorenni per poterlo utilizzare.

I defibrillatori semiautomatici posizionati ad uso pubblico possono essere utilizzati quando sussistono le condizioni previste dall’art.54 del Codice Penale (stato di necessità) come strumenti salva vitaI

La durata del corso è molto breve. La Regione Piemonte con DGR 32 4611 del 24/9/2012 ha definito i contenuti della formazione AED e la durata di 4 ore. Gli argomenti sono: introduzione alle manovre base salvavita, valutazione sicurezza ambientale. Valutazione vittima e riconoscimento arresto, allertamento sistema di emergenza, BLS (Basic Life support) e uso del defibrillatore (adulto/pediatrico/lattante), disostruzione vie aeree da corpo estraneo. I corsi si svolgono presso i centri formazione accreditati dalla stessa Regione Piemonte come Piemonte Cuore Onlus.

Occorre precisare che, in qualsiasi caso, è necessario, prima di tutto, effettuare la chiamata di emergenza al numero 118 per l’attivazione immediata dei soccorsi. Nel caso una persona non abbia sostenuto un corso, saranno gli operatori della centrale 118 a guidarla nell’effettuazione del massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Al contrario, se una persona ha effettuato e superato il corso di rianimazione cardiopolmonare di base con l’uso di un DAE, potrebbe riuscire autonomamente a gestire il primo soccorso. È fondamentale però che vi sia il costante collegamento con l’operatore del 118.

Sulla vittima occorre intervenire il prima possibile in quanto bisogna considerare che un arresto cardiaco, non prontamente trattato, comporta, entro 10 minuti, danni cerebrali irreversibili.

Sì. La persona alla quale viene erogata la scarica del DAE non deve essere bagnata in quanto potrebbe verificarsi una dispersione di corrente elettrica; si raccomanda pertanto di asciugare il torace della vittima prima di procedere alla defibrillazione.

La persona che invece utilizza il DAE ed effettua la procedura di defibrillazione deve sincerarsi di non essere a contatto con la vittima. Potrà tornare a toccare la vittima solo dopo che la macchina avrà emesso l’apposito segnale acustico di termine procedura.

In un paziente in arresto cardiaco non necessariamente deve essere erogata la scarica dal defibrillatore. Quando è presente una fibrillazione ventricolare il DAE decide di erogare la scarica elettrica, ma ciò non equivale sistematicamente ad un ripristino dell’attività cardiaca spontanea. L’utilizzo del DAE è solo un primo passo, occorre poi proseguire con le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

In termini di affidabilità i DAE hanno raggiunto un grado assai elevato di precisione permettendone l’utilizzo anche ad operatori non sanitari e poco esperti.

Sono manovre e procedure legate tra loro. In caso di arresto cardiaco il solo massaggio non permette al ritmo del cuore di essere riconvertito, ma permette di mantenere un’irrorazione sia del cuore che del cervello. Grazie alla rianimazione le cellule sono in grado di avere una certa energia in quanto ricevono sangue ossigenato. La fibrillazione, che è una alterazione elettrica, ha bisogno di un intervento di tipo elettrico per essere riconvertita.

Attualmente i DAE si possono trovare anche in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie, aeroporti, centri commerciali, centri sportivi, piste da sci oppure presso aziende o fabbriche.

Sono contenuti all’interno di teche o custodie segnalate dall’apposito segnale di colore verde e bianco.

Nei luoghi pubblici i DAE sono facilmente riconoscibili grazie ad una segnaletica semplice e universalmente riconosciuta; è stato disegnato un simbolo riconoscibile a livello europeo che consente di identificare rapidamente il luogo dove viene conservato il DAE.

Viene chiama catena della sopravvivenza un insieme di procedure, strettamente interconnesse, che permettono di gestire nella modalità corretta l’arresto cardiaco.

Si divide in quattro fasi concatenate tra loro:

  • Riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco e attivazione immediata del sistema di soccorso di emergenza
  • Inizio della rianimazione cardiopolmonare precoce
  • Defibrillazione precoce
  • Inizio del soccorso avanzato e trattamento post rianimatorio

 

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