Defibrillatori nei luoghi pubblici

Le provincie di Piacenza, Torino, Pisa, Orvieto, Monza e Brianza, Legnano, Roma, Lucca e Sanremo sono soltanto alcune delle realtà italiane dove sono stati avviati importanti progetti finalizzati alla collocazione sul territorio di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico (PAD). A seguito della diffusione della defibrillazione precoce sul territorio e la formazione di un numero sempre maggiore di cittadini alle manovre di Rianimazione Cardio-Polmonare RCP), il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco potrebbe aumentare da poco meno del 5% a oltre il 50%: questo significherebbe ridurre di molte migliaia il numero dei decessi all’anno causati da arresto cardiaco sull’intero territorio italiano.

C’è ancora molto da fare, però, per diffondere sul territorio italiano la cultura della defibrillazione precoce e per informare adeguatamente i cittadini sull’importanza della conoscenza delle manovre di rianimazione cardio-polmonare. È importante sottolineare che nessun servizio d’emergenza è in grado di intervenire in tempo utile. L’unica possibilità di salvezza in caso di arresto cardiaco è quella di avere subito a disposizione un defibrillatore DAE, accenderlo ed utilizzarlo sulla persona seguendo le istruzioni che l’apparecchio stesso offre al soccorritore.

Un progetto di defibrillazione pubblica prevede la collocazione di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico sul territorio, sia in versione per interni che per esterni. Le postazioni per interni saranno composte dal dispositivo DAE, dalla teca di contenimento e dalla relativa segnaletica murale di segnalazione della postazione. Quelle per esterni, saranno personalizzate in funzione delle singole esigenze di collocazione, con armadietti ad apertura e temperatura controllata, pensiline e basi di supporto, sistemi automatici di chiamata e segnalazione ai servizi d’emergenza. Attraverso la mappatura informatizzata delle postazioni e la registrazione dei cittadini addestrati alle manovre di rianimazione cardio-polmonare è possibile creare una rete di soccorso efficace e perfettamente integrata con i servizi d’emergenza già presenti sul territorio ed offrire la miglior terapia salvavita a chiunque venga colpito da un arresto cardiaco improvviso.

Defibrillatori nelle farmacie

Un decreto del 18 marzo 2011, con la finalità di promuovere la realizzazione di programmi regionali per la diffusione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici esterni, indica i criteri per l’individuazione dei luoghi, degli eventi, delle strutture e dei mezzi di trasporto dove deve essere garantita la disponibilità dei defibrillatori semiautomatici esterni, nonché le modalità della formazione degli operatori addetti. All’interno del testo (Allegato A), si legge:

“La diffusione graduale ma capillare dei defibrillatori semiautomatici esterni deve avvenire mediante una distribuzione strategica in modo tale da costituire una rete di defibrillatori in grado di favorire la defibrillazione entro quattro/cinque minuti dall’arresto cardiaco, se necessario prima dell’intervento dei mezzi di soccorso sanitari. La collocazione ottimale dei defibrillatori deve essere determinata in modo che gli stessi siano equidistanti da un punto di vista temporale rispetto ai luoghi di potenziale utilizzo. In particolare, sono da collocare in luoghi di aggregazione cittadina e di grande frequentazione o ad alto afflusso turistico, in strutture dove si registra un grande afflusso di pubblico e, in genere, ove sia più attesa l’incidenza di arresti cardiaci, tenendo conto comunque della distanza dalle sedi del sistema di emergenza. Va pertanto valutata, sulla base dell’afflusso di utenti e di dati epidemiologici ed in base a specifici progetti, l’opportunità di dotare di defibrillatori semiautomatici esterni i seguenti luoghi e strutture: […] le farmacie, per l’alta affluenza di persone e la capillare diffusione nei centri urbani che le rendono di fatto punti di riferimento in caso di emergenze sul territorio.”

 

Il farmacista, quindi, potrebbe offrire un contributo significativo alla collettività dotandosi di una postazione con defibrillatore cosicché, in caso di arresto cardiaco, possa praticare la defibrillazione precoce sul paziente colpito da ACC, regalandogli una concreta speranza di vita.

 

Defibrillatori nelle case di riposo

Le case di riposo, senza ombra di dubbio, sono luoghi che possono trarre beneficio dall’installazione di defibrillatori, soprattutto per garantire un certo livello di sicurezza ai propri ospiti. In queste strutture, infatti, generalmente dimorano persone anziane ed è noto come gli arresti cardio-circolatori siano maggiormente frequenti in età avanzata, sia per gli uomini che per le donne.