Le anomalie del cuore

La fibrillazione ventricolare è un'aritmia del ventricolo determinata da un'attività elettrica disorganizzata e caotica del cuore. Se non immediatamente trattata, comporta blocco della circolazione ed arresto del cuore e della respirazione ed è quindi fatale. Raramente la fibrillazione è idiopatica cioè spontanea, il più delle volte è legata a patologie cardiache. L'unico trattamento possibile consiste nella defibrillazione con un apposito strumento, il defibrillatore.

La defibrillazione precoce

La fibrillazione ventricolare provoca perdita di coscienza, convulsioni ed elettrocardiogramma totalmente disorganizzato con onde assolutamente anomale. Se non trattata nel giro di 5 minuti la fibrillazione provoca un danno cerebrale irreversibile perché l'ossigeno non raggiunge il cervello, e, poco dopo, il soggetto colpito collassa, ha pupille dilatate, perdita di polso e pressione arteriosa e infine sopraggiunge l'arresto cardiaco. La fibrillazione ventricolare richiede un trattamento di emergenza. Il trattamento consiste nella rianimazione cardiopolmonare entro pochi minuti cui deve seguire la cardio versione o defibrillazione.

Il defibrillatore

La defibrillazione richiede l'impiego di una speciale attrezzatura detto defibrillatore che riabilita le normali funzioni cardiache con una scarica elettrica erogata all'altezza del torace. Il defibrillatore è munito di piastre che vengono applicate al paziente e dopo aver rilevato il ritmo cardiaco, determinata automaticamente il livello di energia necessaria da applicare alla scarica. All'uso del defibrillatore si associa la rianimazione cardiopolmonare. Consiste nel praticare constantemente al paziente respirazione artificiale che fornisce ossigeno ai polmoni e compressione toracica che invia ossigeno al cervello ed agli altri organi, spingendo il sangue fuori dal cuore. Se la fibrillazione ventricolare si verifica in seguito ad un infarto la cardioversione tempestiva ripristina, nel 90% dei casi, il ritmo normale.

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Defibrillazione, istruzioni per l'uso

In Italia le malattie cardiovascolari sono la causa di oltre il 41% dei decessi mentre le morti cardiache improvvise, in cui il decesso avviene entro un’ora dall’insorgenza dei sintomi, colpiscono ogni anno oltre 60.000 italiani. I fattori che incidono positivamente sulle probabilità di sopravvivenza delle vittime sono strettamente dipendenti dalla precocità di intervento, dal ritmo sottostante e dal successivo trattamento. Si sottolinea come un inizio precoce delle manovre di rianimazione sia una condizione necessaria per salvare la vita di una persona. Cos’è il defibrillatore semiautomatico? A cosa serve? Quando si usa? Chi lo può utilizzare? Quante sono le persone ogni anno colpite da arresto cardiaco improvviso? Di seguito potete leggere alcune informazioni (F.A.Q.) al riguardo
1Cosa è un Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE)?
Un DAE è una macchina di piccole dimensioni che contiene al suo interno due piastre adesive in grado di rilevare le alterazioni dell’attività elettrica del cuore ed erogare una scarica elettrica quando necessario. È composto da una corpo centrale, il cervello dell’apparato, in grado di analizzare i dati trasmessi grazie alle piastre e fornire indicazioni vocali all’utente che lo sta utilizzando in merito alle procedure da mettere in atto.
2Come funziona un defibrillatore?
Quando il DAE, dopo esser stato applicato alla vittima in arresto cardiaco, riconosce una fibrillazione ventricolare, che è un’aritmia maligna del cuore, eroga una scarica elettrica che resetta il muscolo cardiaco e ne interrompe l’aritmia. In caso di emergenza il soccorritore applicherà le piastre al torace della vittima: il defibrillatore a questo punto effettua un’analisi del ritmo cardiaco e consiglia al soccorritore, tramite una voce guida elettronica, come proseguire.

5 fasi essenziali da seguire quando si utilizza un DAE:

  • Accendere il dispositivo;
  • Collegare i cavi delle piastre al defibrillatore;
  • Attaccare le piastre adesive sul torace del paziente;
  • Consentire l’analisi del ritmo;
  • Premere il pulsante shock se espressamente indicato dalla macchina.
3Perché utilizzare un defibrillatore?
Nel caso di arresto cardiaco improvviso non esiste un trattamento che possa agire direttamente sulla fibrillazione ventricolare, che è una anomalia elettrica del cuore, se non l’erogazione di corrente elettrica da parte del defibrillatore. Il massaggio cardiaco svolge una funzione di supporto alla circolazione ma non interrompe la fibrillazione.
4Utilizzare un DAE è una manovra difficile oppure sono tutti in grado di farla?
I DAE sono semplici da utilizzare in quanto è la macchina stessa che, attraverso una voce elettronica, guida passo per passo l’operatore. Il DAE stabilisce se è necessario erogare la scarica elettrica e suggerisce con messaggi vocali le successive modalità di intervento sulla vittima.

È sempre importante ricordare come la sola defibrillazione possa avere un’efficacia limitata: è importante che venga associata anche ad un corretto massaggio cardiaco.
5Vi sono alcune limitazioni nell'utilizzo del DAE?
Secondo la normativa vigente, la principale condizione nell’utilizzo del DAE è il superamento di un breve corso di qualificazione che insegna le modalità di utilizzo dell’apparecchio. Al termine del corso, superata una prova, viene rilasciato un certificato ai sensi delle normative nazionali e regionali vigenti, anche se seguendo le istruzioni vocali e le eventuali indicazioni di un operatore del 118 è possibile l’utilizzo del DAE anche da parte di chi non ha seguito un corso.

La legge 3 aprile 2001 nr. 120 art. 1 conferma che “E’ consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico in sede intra ed extraospedaliera anche al personale sanitario non medico, nonché al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare”. Dal punto di vista legale non vi è responsabilità nell’utilizzo, la stessa ricade sul costruttore dell’apparecchiatura. In termini di età non esiste alcuna limitazione ovvero non occorre essere maggiorenni per poterlo utilizzare.

I defibrillatori semiautomatici posizionati ad uso pubblico possono essere utilizzati quando sussistono le condizioni previste dall’art.54 del Codice Penale (stato di necessità) come strumenti salva vitaI
6Quanto dura un corso che insegna come utilizzare un DAE ? Quali argomenti vengono trattati ? Dove si svolgono ?
La durata del corso è molto breve. La Regione Piemonte con DGR 32 4611 del 24/9/2012 ha definito i contenuti della formazione AED e la durata di 4 ore. Gli argomenti sono: introduzione alle manovre base salvavita, valutazione sicurezza ambientale. Valutazione vittima e riconoscimento arresto, allertamento sistema di emergenza, BLS (Basic Life support) e uso del defibrillatore (adulto/pediatrico/lattante), disostruzione vie aeree da corpo estraneo. I corsi si svolgono presso i centri formazione accreditati dalla stessa Regione Piemonte come Piemonte Cuore Onlus.
7Per utilizzare correttamente il DAE occorre essere guidati da parte degli operatori del 118?
Occorre precisare che, in qualsiasi caso, è necessario, prima di tutto, effettuare la chiamata di emergenza al numero 118 per l’attivazione immediata dei soccorsi. Nel caso una persona non abbia sostenuto un corso, saranno gli operatori della centrale 118 a guidarla nell’effettuazione del massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Al contrario, se una persona ha effettuato e superato il corso di rianimazione cardiopolmonare di base con l’uso di un DAE, potrebbe riuscire autonomamente a gestire il primo soccorso. È fondamentale però che vi sia il costante collegamento con l’operatore del 118.
8Dopo quanto tempo dall'arresto cardiaco la vittima deve essere sottoposta alle pratiche di rianimazione?
Sulla vittima occorre intervenire il prima possibile in quanto bisogna considerare che un arresto cardiaco, non prontamente trattato, comporta, entro 10 minuti, danni cerebrali irreversibili.
9Vi sono precauzioni da tenere presenti quando si utilizza il DAE?
Sì. La persona alla quale viene erogata la scarica del DAE non deve essere bagnata in quanto potrebbe verificarsi una dispersione di corrente elettrica; si raccomanda pertanto di asciugare il torace della vittima prima di procedere alla defibrillazione.

La persona che invece utilizza il DAE ed effettua la procedura di defibrillazione deve sincerarsi di non essere a contatto con la vittima. Potrà tornare a toccare la vittima solo dopo che la macchina avrà emesso l’apposito segnale acustico di termine procedura.
10Il DAE è sempre efficace? Quanto è affidabile?
In un paziente in arresto cardiaco non necessariamente deve essere erogata la scarica dal defibrillatore. Quando è presente una fibrillazione ventricolare il DAE decide di erogare la scarica elettrica, ma ciò non equivale sistematicamente ad un ripristino dell’attività cardiaca spontanea. L’utilizzo del DAE è solo un primo passo, occorre poi proseguire con le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

In termini di affidabilità i DAE hanno raggiunto un grado assai elevato di precisione permettendone l’utilizzo anche ad operatori non sanitari e poco esperti.
11Quale legame intercorre tra defibrillazione e massaggio cardiaco?
Sono manovre e procedure legate tra loro. In caso di arresto cardiaco il solo massaggio non permette al ritmo del cuore di essere riconvertito, ma permette di mantenere un’irrorazione sia del cuore che del cervello. Grazie alla rianimazione le cellule sono in grado di avere una certa energia in quanto ricevono sangue ossigenato. La fibrillazione, che è una alterazione elettrica, ha bisogno di un intervento di tipo elettrico per essere riconvertita.
12Dove posso trovare oggi un DAE?
Attualmente i DAE si possono trovare anche in luoghi pubblici come stazioni ferroviarie, aeroporti, centri commerciali, centri sportivi, piste da sci oppure presso aziende o fabbriche.

Sono contenuti all’interno di teche o custodie segnalate dall’apposito segnale di colore verde e bianco.
13Come riconosco la presenza di un DAE?
Nei luoghi pubblici i DAE sono facilmente riconoscibili grazie ad una segnaletica semplice e universalmente riconosciuta; è stato disegnato un simbolo riconoscibile a livello europeo che consente di identificare rapidamente il luogo dove viene conservato il DAE.
14Cosa è la catena della sopravvivenza?
Viene chiama catena della sopravvivenza un insieme di procedure, strettamente interconnesse, che permettono di gestire nella modalità corretta l’arresto cardiaco.

Si divide in quattro fasi concatenate tra loro:

  • Riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco e attivazione immediata del sistema di soccorso di emergenza
  • Inizio della rianimazione cardiopolmonare precoce
  • Defibrillazione precoce
  • Inizio del soccorso avanzato e trattamento post rianimatorio

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