I tassisti di Bologna diventano soccorritori I taxi saranno dotati di defibrillatore automatico

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I tassisti di Bologna diventano soccorritori. È il progetto lanciato a Bologna dalla cooperativa di tassisti Cotabo e dall’Azienda Usl, sotto la regia del Comune: è il primo in Europa che coinvolge i taxi nel soccorso. Grazie alla donazione della Iredeem, 15 tassisti sono stati dotati di defibrillatore  (il ‘dae’) ed hanno ricevuto una (semplice) formazione ad utilizzarlo. La centrale 118 è coordinata con quella di Cotabo: in caso di arresto cardiaco, quando i minuti possono fare la differenza per salvare una vita, se un taxi con defibrillatore è in zona viene inviato ad intervenire, in attesa dell’ambulanza.“I tassisti – ha spiegato Giovanni Gordini, direttore del dipartimento emergenza dell’Asl – ovviamente non si sostituiscono al 118, ma in caso di arresto cardiaco l’intervento tempestivo è fondamentale, ogni minuto che passa, le possibilità di salvare una vita diminuiscono del 10%. In questo modo, quando arriva l’ambulanza, c’è già stato un primo intervento che può rivelarsi decisivo”.

4 febbraio 2015. Il soccorso viaggia (anche) in taxi. I defibrillatori nei taxi di Bologna.
Questa mattina ho presentato alla stampa, insieme a Giovanni Gordini, direttore del Dipartimento Emergenza dell’AUSL e a Riccardo Carboni e Marco Benni, rispettivamente presidente e direttore di COTABO, un progetto a cui tengo molto e che ho voluto con molta determinazione insieme agli altri partners. Si tratta del progetto “DAE IN TAXI” attraverso il quale da oggi sono presenti 15 defibrillatori semiautomatici all’interno di altrettanti taxi associati a COTABO RADIOTAXI BOLOGNA, dopo che i 15 autisti sono stati adeguatamente formati al loro corretto utilizzo. Un progetto che nasce dalla partnership fra Comune di Bologna, Cotabo e 118 Bologna Soccorso per implementare ulteriormente la rete del soccorso bolognese che è da sempre un riferimento nazionale e regionale (qui a Bologna nacque il 118 nel 1990). Non si tratta ovviamente di mezzi che sostituiscono l’intervento dell’ambulanza e l’obiettivo non è certo la supplenza ma consente attraverso la rapidità di movimento dei taxi e la loro geolocalizzazione di verificare la vicinanza di un taxi attrezzato per consentire una defibrillazione anticipata in attesa dell’ intervento dell’ambulanza nei casi in cui questo è necessario (valutazione che fa direttamente il defibrillatore senza possibilità di discrezionalità da parte di chi lo attiva). Per altro i defibrillatori con cui sono stati attrezzati i taxi sono del tutto analoghi a quelli in dotazione alle ambulanze. Considerando che la letteratura medica in materia dice che ogni minuto di precocità di intervento rappresenta un 10% in più di possibilità di sopravvivenza, è facile intuire l’interesse per una progettualità di questo genere. Si tratta per altro del primo caso in Italia e, a quanto ci risulta in Europa, di coinvolgimento dei tassisti nella rete del soccorso d’emergenza a questi 15 taxi e tassisti – che hanno aderito su base volontaria – potranno nel prossimo futuro aggiungersene altri. Insomma un bel progetto innovativo di cui andare fieri. 

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