A Udine un uomo in arresto cardiaco salvato dal personale Inail con il defibrillatore

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18 Febbraio 2015. Gli infermieri del centro medico-legale dell’Istituto, allertati da alcuni passanti, sono riusciti a rianimarlo prima dell’arrivo dell’ambulanza. Il direttore regionale Lo Faro: “Come dimostra questo intervento, la formazione è un elemento strategico per rendere questo presidio sanitario sempre più efficace”

 

UDINE – Grazie al tempestivo intervento del personale sanitario della sede Inail di Udine, un uomo di 59 anni colpito da un arresto cardiaco è stato soccorso e rianimato con il defibrillatore automatico esterno prima dell’arrivo dell’ambulanza.

 

Messo in atto il protocollo Blsd.  L’episodio è avvenuto la mattina dello scorso 10 febbraio, nei pressi della sede provinciale dell’Istituto di piazza Duomo. Allertati da alcuni passanti, gli infermieri del centro medico-legale dell’Inail si sono immediatamente precipitati in strada con il defibrillatore portatile, da anni in dotazione presso tutti gli ambulatori dell’Istituto del Friuli Venezia Giulia, e hanno subito messo in atto il protocollo Blsd (Basic life support defibrillation), che consiste nella defibrillazione elettrica del cuore e nel supporto di base delle funzioni vitali.

 

Ogni anno 60mila decessi. In Italia ogni anno si registrano circa 60mila decessi per morte cardiaca improvvisa, la maggior parte dei quali sono provocati dalla fibrillazione ventricolare, una grave aritmia cardiaca che si può risolvere solo applicando una scarica elettrica al cuore. “Come dimostra il provvidenziale intervento salvavita dei colleghi di Udine – sottolinea il direttore regionale dell’Istituto, Fabio Lo Faro – la formazione all’uso del defibrillatore è un elemento strategico per rendere questo presidio sanitario sempre più diffuso ed efficace negli ambienti di vita, di sport e di lavoro”.

 

Una regione all’avanguardia. Su questo fronte l’Inail del Friuli Venezia Giulia è all’avanguardia, potendo contare al proprio interno su un centro di formazione affiliato all’Italian Resuscitation Council (Irc), associazione che promuove la lotta alla morte cardiaca improvvisa e la diffusione della cultura dell’emergenza sanitaria nella società civile. Negli ultimi cinque anni questo centro ha erogato più di 80 corsi in materia di Blsd al personale sanitario e amministrativo dell’Inail non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche in Veneto, Umbria, Campania, Sardegna e nella provincia di Trento. Su questa materia, inoltre, sono stati attivati percorsi informativi a beneficio del personale e degli studenti delle scuole, all’Università di Trieste e con il Comitato paralimpico regionale.

 

“Il training anche nelle sedi centrali e nei centri di ricerca”. “Apprendiamo con interesse dell’intervento tempestivo svolto a Udine dai nostri colleghi, che conferma quanto sia importante l’opera di sensibilizzazione e di formazione alle manovre salvavita, a partire dai luoghi di lavoro – commenta Bruno Papaleo, coordinatore di un gruppo di ricerca del dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Inail sulla diffusione della cultura del primo soccorso – Anche nelle sedi centrali dell’Istituto di piazzale Pastore e via IV Novembre, a Roma, e nei Centri Ricerca di Monte Porzio Catone, Casilino e Lamezia Terme, nei quali sono presenti defibrillatori automatici esterni, stiamo proseguendo la formazione e il retraining di esecutori di Blsd in grado di intervenire in caso di necessità”.

 

“Auspichiamo un’integrazione sempre maggiore”. “L’attuale sistema normativo in materia di Blsd non facilita un coordinamento a livello nazionale – aggiunge Papaleo – ma auspichiamo che nel futuro possa avvenire in questo settore una sempre maggiore integrazione di competenze e risorse delle diverse sedi Inail. La creazione di una rete di questo tipo potrebbe essere un fattore importante al fine di potenziare la formazione sui territori e, in particolare, nei luoghi di lavoro”. Un obiettivo, questo, ancora più rilevante se si considera che la defibrillazione, quando è attuata entro 5-7 minuti dall’arresto cardiaco, aumenta fino al 40% la probabilità di sopravvivenza.

 

Chi lo adotta può ottenere lo sconto per prevenzione. Per sostenere la diffusione delle buone pratiche sulla rianimazione cardiopolmonare e sulla defibrillazione precoce nei luoghi di lavoro, l’Istituto a partire dallo scorso anno ha anche incluso l’adozione di defibrillatori semiautomatici da parte delle aziende e l’organizzazione di corsi Blsd per i dipendenti tra gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza ritenuti idonei per ottenere una riduzione del tasso di premio.

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