«A scuola con il cuore»: al Liceo Rosmini di Rovereto

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In Germania e in Francia vi sono defibrillatori a ogni angolo di strada, appesi ai muri delle case e rispettati dai cittadini. In Italia ancora no.
Eppure su circa 60 mila persone all’anno (una su mille) che nel nostro paese vengono colpite da arresto cardiaco la sopravvivenza (che si stima che sia minore del 20%) salirebbe moltissimo (la grande maggioranza delle morti improvvise, avviene in sede extra-ospedaliera).
Percentuali che migliorerebbero le possibilità di sopravvivenza con le pratica di pronto intervento e l’aiuto di un defibrillatore dal 15% al 50-60% , ma nel 70% dei casi l’arresto del cuore avviene in presenza di testimoni che non sanno cosa fare.
«A scuola con il cuore» così hanno voluto chiamare l’innovativo progetto del liceo Rosmini di Rovereto – primo in Regione- a diventare scuola cardio protetta con la dotazione di un defibrillatore e dei corsi di pronto intervento.
L’iniziativa che vede la collaborazione della Comunità della Vallagarina che ha sostenuto finanziariamente il progetto, è stata presentata stamani dal Presidente della Comunità Stefano Bisoffi, il Preside del Liceo Francesco De Pascale, il presidente del Comitato genitori Emanuele Moyola (che è anche rianimatore cardio polmonare), la professoressa Silvana Frisinghelli e gli studenti dello scientifico Martina Cacciapuoti e Riccardo Donà Fridel.
Tutto si potrebbe riassumere nella frase «conoscere per salvare» perché in caso di incidenti o problemi cardiaci, stabilito che la morte cerebrale avviene dopo 10 minuti di cuore fermo e che un elicottero in Trentino raggiunge un paziente in 8 minuti mentre una ambulanza ne adopera dai 12 minuti in poi, chi fa la differenza è la persona che si trova sul posto.

La conoscenza delle manovre di primo soccorso e l’ausilio di un defibrillatore possono davvero salvare la vita.
«Ci sembrava importante – ha detto il Preside del Liceo – aderire a questa proposta che semina una cultura della salute e siamo andati direttamente dalla Comunità della Vallagarina a chiedere un sostegno perché sapevamo che avremmo trovato la giusta sensibilità.»
Il Liceo ha già effettuato un primo corso (di 8 ore con parte teorica e pratica e con l’ausilio del personale del 118) a cui hanno aderito insegnanti, impiegati e bidelli e sta approntandone degli altri per coinvolgere gli studenti.
«Abbiamo sposato subito – ha spiegato Stefano Bisoffi presidente della Comunità- questo progetto che amplia la formazione degli studenti nel campo della prevenzione alla salute.»
«Siamo orgogliosi – ha aggiunto Emanuele Moyola- d’essere la prima scuola in Regione ad aver adottato una pratica che è fondamentale. Bisognerebbe insegnare la cultura del soccorso già a partire dalle scuole elementari.»
Gli studenti del liceo Rosmini già dal terzo anno effettuano un corso di pronto soccorso, che ora con l’iniziativa di scuola cardio protetta si amplia.
Martina racconta che per lei la difficoltà maggiore nel soccorrere una persona praticando il massaggio cardiaco sta nella forza che occorre.
La cassa toracica infatti deve abbassarsi di 5 centimetri e il massaggio va praticato per vari minuti.

Per Riccardo invece la difficoltà è nel gestione del panico. «Ma – dice – se hai una procedura da seguire, se sai cosa fare è più facile mantenersi calmi.
Il defibrillatore al Liceo Rosmini arriverà a giorni e sarà piazzato tra la struttura dell’Istituto e la Palestra sottostante.»

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