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La cerimonia oggi al museo dei Campionissimi durante il convegno “Lo sport è vita”

Gino fortunato – Novi ligure 21 febbraio 2015

Stamattina al museo dei Campionissimi, durante il convegno «Lo sport è vita», organizzato dalla società sportiva Tiger Novi (inizio alle 9,45) sarà premiato il commerciante cinese Wang Zongfu che il 20 dicembre salvò la vita alla novese Anna Bigatti, colpita da arresto cardiaco.

Spesso i commercianti cinesi vengono considerati con troppa superficialità o addirittura, con pregiudizi. Ma Wang Zongfu, 51 anni, titolare del supermercato «Mille & idee» di Novi ha dimostrato un’incredibile presenza di spirito, lo scorso dicembre, quando, con un massaggio cardiaco, impedì la morte di Anna Bigatti, titolare con Gianni Fossati della notissima e storica drogheria di via Roma, uno dei più antichi e conosciuti negozi della città.

Quei gesti visti in tivù

Fu lui stesso a raccontare quell’esperienza poco tempo dopo. «Ho visto quella signora accasciarsi di fronte a me. L’ho soccorsa. Il cuore non batteva e non respirava più. In un flash improvviso mi sono ricordato di un servizio televisivo sul pronto intervento, mandato in onda da un’emittente televisiva cinese, e le ho praticato il massaggio cardiaco. Per 12 minuti, ininterrottamente, fino all’arrivo dell’ambulanza del 118 che ha eseguito la defibrillazione».

La vittima miracolosamente salva

«Avevo subito un arresto cardiaco e se sono viva lo devo al signor Wang – racconta la signora Bigatti -. Me lo hanno confermato anche i medici della rianimazione di Alessandria, spiegandomi perché avessi alcune costole incrinate, a causa dell’energico ma fondamentale massaggio cardiaco. Ricordo nulla o quasi di quei momenti. Ero andata nel market cinese di via Pietro Isola per cambiare alcuni piatti che avevo acquistato ed era il momento della chiusura. Con molta cortesia i dipendenti mi hanno fatto entrare, trattandosi di una commissione di pochi minuti, ma a quel punto ho avuto il mancamento».

Soccorritore «fai da te» 

«Non ho mai seguito un corso di pronto intervento – prosegue Wang -, ma ho capito che bisognava agire in fretta. Sono felice di quello che ho fatto, ma non mi sento un eroe. Quando c’è bisogno di aiuto occorre dare tutto se stesso. Per fortuna ricordavo perfettamente quel documentario che mi aveva molto impressionato. Se sono davvero riuscito a fare qualcosa di buono ne sono contento».

 

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