LA VITA NON SI TASSA!!

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L'ARRESTO CARDIACO NON RISPETTA LA PROROGA

 

Fra le tante “scuse” per la mancata diffusione e installazione dei defibrillatori semiautomatici sul territorio così come previsto dalla Legge 120/2001 e dal Decreto 18 marzo 2011 vi è sicuramente il costo dell’apparecchiatura salva vita nonché i corsi ad esso collegati che però potrebbero essere superati dalla liberalizzazione all’uso dello stesso. I defibrillatori sono tassati al 22% come un tablet o un elettrodomestico.

Se i defibrillatori venissero considerati essenziali e come alcuni presidi di soccorso l’Iva si potrebbe ridurre al 4% generando un notevole risparmio.

I defibrillatori potrebbero essere annoverati negli elenchi di alcune tipologie di strumenti per il soccorso utilizzati nelle ambulanze nonché entrare nella lista dei beni essenziali che comprendono le protesi dentarie, i quotidiani, il riso, la pasta e il pane.

Senza un computer/tablet si può vivere mentre un defibrillatore potrebbe, come già avvenuto in centinaia di casi, salvare molte vite e preservare milioni di cittadini da danni irreparabili. L’aliquota al 22% è alta considerato la tipologia di questo di bene così prezioso per la vita e la sua riduzione potrebbe incentivare le tante società o enti che per il prezzo dello strumento salva vita oggi non stanno dotando impianti sportivi, scuole e luoghi pubblici.

Si richiede sui defibrillatori semiautomatici/automatici esterni l’aliquota IVA minima al 4% equiparandoli ad altri strumenti di soccorso e ai prodotti essenziali.

https://www.change.org/p/presidente-del-consiglio-la-vita-non-si-tassa-iva-al-minimo-per-i-defibrillatori