Defibrillatori negli impianti sportivi

La Morte Cardiaca Improvvisa (MCI) è scientificamente definita come morte inaspettata da cause naturali cardiache che si verifica, in un lasso di tempo molto breve e con sintomi premonitori assenti o molto scarsi/generici, in un soggetto in apparente stato di buona salute o comunque in condizioni di salute tali da non far presagire il rischio di morte. Essa è più frequente in corso di cardiopatie – genetiche o acquisite – anche se non avviene esclusivamente su cuore malato. L’impatto dell’esercizio fisico sul rischio di morte cardiaca improvvisa è controverso: se è pur vero che l’esercizio fisico vigoroso ne aumenta l’incidenza, è altrettanto vero che l’attività fisica moderata ne riduce il rischio. Negli atleti più giovani, la morte cardiaca improvvisa di solito avviene per una cardiomiopatia ipertrofica, mentre nei più anziani è correlata alla malattia coronarica.
All’arresto cardiaco esistono solo due rimedi: il massaggio cardiaco, che mantiene il cuore responsivo al successivo intervento dei sanitari d’emergenza, e la defibrillazione precoce, che è in grado di ripristinare un ritmo cardiaco efficace e che può essere attuata di chiunque in possesso di un defibrillatore semiautomatico esterno. Queste due attività devono essere attuate tempestivamente seguendo facili insegnamenti o con approfondimenti nei corsi BLS-D.
L’importanza e obbligo della presenza di un defibrillatore nel corso dell’attività sportiva è stato introdotto dal Decreto 24/04/2013 cd Decreto Balduzzi, nonché da alcune delibere regionali. La Delibera della Regione Lombardia del 23 Gennaio sancisce l’obbligo, da parte delle società sportive di dotarsi di un defibrillatore semiautomatico esterno e di formare al suo uso il personale operante in esse in qualità di dirigente, allenatore, accompagnatore sportivo ed istruttore di discipline sportive, poiché ogni attività sportiva, per potersi svolgere, necessita di almeno una persona formata a gestire quest’emergenza. La Regione Toscana, con la Legge Regionale 8 maggio 2013 ha invece sancito l’obbligo, per tutti impianti sportivi censiti, di dotarsi di defibrillatore semiautomatico esterno e di formare il relativo personale alla gestione della fibrillazione ventricolare. Gli impianti oggetto d’obbligo sono sia pubblici che privati, che erogano attività sia sportive (amatoriali ed agonistiche) che motorio-ricreative. La responsabilità di assolvere l’obbligo è messa in carico ai gestori degli impianti, che hanno facoltà di provvedervi anche congiuntamente; essi, inoltre, devono identificare i soggetti incaricati all’uso del dispositivo e provvedere alla loro formazione, assicurandone la presenza in corso delle attività svolte dalla struttura. L’inosservanza di questi obblighi comporta la chiusura dell’impianto finché non cessa l’inadempienza, a partire dal 1° Gennaio 2015.
Il Decreto del 24/04/2013 del Ministero della Salute, all’Allegato E, specifica inoltre che, all’interno degli impianti, il defibrillatore DAE semiautomatico esterno deve essere “disponibile, accessibile e funzionante“ nonché allocato in modo tale che la “distanza da ogni punto dell’impianto percorribile in un tempo utile per garantire l’efficacia dell’intervento” sia appropriata. Infine, essa specifica che ogni persona che si trovi all’interno dell’impianto debba essere informata della “presenza dei DAE e del loro posizionamento mediante opuscoli e cartelloni illustrativi o qualsiasi altra modalità“.